Blog

CHE PAURA QUESTA RABBIA! (specialmente se è quella dei nostri bambini)

Le emozioni sono reazioni che proviamo in risposta a degli stimoli (persone o situazioni), sono il prodotto dell’interazione tra modificazioni neurofisiologiche, comportamentali ed esperienza soggettiva.

Le emozioni sono fondamentali per la costruzione dell’identità di ogni individuo, inoltre, motivano e aiutano a dare significato alla propria vita.

Le emozioni di base, ovvero gioia, tristezza, rabbia, paura, disgusto, sorpresa, sono presenti nei bambini sin dalla nascita. In età evolutiva, il riconoscimento e la gestione delle emozioni assumono un ruolo cruciale nello sviluppo psicologico e sociale dei bambini.

Se non comprese e gestite, può capitare che le emozioni diventino travolgenti e destabilizzanti, pertanto, è importante cominciare fin da piccoli a conoscerle per poi imparare a viverle senza esserne sopraffatti.

Come mai alcune emozioni ci spaventano così tanto?

Culturalmente si è diffusa l’idea che esistano emozioni positive (che quindi possono essere provate), ed altre negative (che andrebbero evitate il più possibile). Perciò, si potrebbe cadere nell’errore di cercare di crescere i bambini proteggendoli da tutto ciò che viene percepito come negativo o spiacevole. In realtà, dato che l’emozione nasce in risposta ad uno stimolo esterno, non possiamo scegliere e controllare cosa proviamo. Tutte le emozioni sono importanti perché permettono di metterci in contatto con il mondo, dandoci informazioni su cosa sta capitando.

Tra le emozioni considerate culturalmente negative, quella che più spaventa i genitori è la rabbia, specialmente quando questa si manifesta nei loro bimbi.

Conosciamo meglio la rabbia

La rabbia è un’emozione che ha un ruolo cruciale nel nostro benessere psicologico: è una manifestazione di vitalità, è una risposta naturale a situazioni percepite come minacciose o ingiuste. La rabbia è intensa, rumorosa, a volte destabilizzante. Ci protegge, segnala che qualcosa non va, ci spinge al cambiamento.

Nei bambini, la rabbia spesso nasconde un messaggio:

  • un bisogno non soddisfatto
  • una frustrazione
  • una fatica
  • un dolore che non sanno esprimere diversamente

 

 

Come si fa quando un bambino si arrabbia e assume un comportamento aggressivo?

L’aggressività è una modalità comunicativa e di crescita per i bambini, che si trasforma ed evolve in base alle tappe evolutive del loro sviluppo, ne consegue che il genitore deve valutare la rabbia in relazione all’età del proprio bambino.

Per esempio, nel primo anno di vita l’aggressività del bambino è una modalità specifica di reagire alle frustrazioni e anche di dare spazio alla tendenza esplorativa. Un bambino piccolo non ha ancora le parole per dirci “sono frustrato”, “sono stanco”, “non riesco”. Usa il linguaggio che conosce: il corpo.

In generale, l’aggressività spesso diventa proprio un modo per chiedere aiuto ed esprimere il proprio malessere, perciò, non bisogna prestare attenzione al solo comportamento manifesto ma è necessario interrogarsi sul significato dietro ogni comportamento, sul messaggio nascosto che la rabbia porta con sé.

Ciò non è sempre facile, ma, di fronte ad una manifestazione della rabbia, è importantissimo cercare il più possibile di non rispondere con altrettanta rabbia ed entrare in sintonia con il bambino, mostrando comprensione per ciò che prova, mettendo in parola noi per primi ciò che sta succedendo, nominando l’emozione e provando a dare una lettura del bisogno che sta manifestando. I bambini devono ricevere dai loro genitori quella che si può definire “alfabetizzazione emotiva”, ovvero devono essere allenati a trovare le parole per esprimere ciò che stanno provando. Il genitore inizialmente presta le sue parole al bambino perché poi impari a trovare le proprie.

Quando chiedere aiuto?

La rabbia è un’emozione sana e funzionale. Tuttavia, se gli episodi sono molto frequenti, intensi, pervasivi e presenti in diversi contesti (casa, scuola, gruppo dei pari), può essere utile un confronto con un professionista dell’età evolutiva.

Quando la rabbia del bambino vi sembra troppo intensa, quando non si riescono a decifrare il bisogno e il messaggio nascosto, quando non ci si sente di avere gli strumenti per fronteggiare queste situazioni o semplicemente quando si ritiene necessario avere un confronto, può essere utile rivolgersi ad un professionista dell’età evolutiva.

Chiedere supporto non significa aver fallito come genitori.

Significa prendersi cura della relazione e cercare strumenti per comprendere meglio ciò che sta accadendo.

A cura del dott.ssa Elisa Briccola

VAI alla pagina dei servizi